Insediamento Rupestre Macurano – Storia del nome ed utilizzo della struttura

Il nome trae origine dal Parco Archeologico Magorano o Macurano, un antichissimo villaggio rupestre, situato alle falde della collina di Montesardo, lungo la via Appia-Traiana, un importante esempio di quel particolare modo di abitare: “il vivere in grotta” che ha avuto inizio da più di un millennio. Dalla metà del XVI° secolo sono sorte, in epoche diverse, tre Masserie tuttora esistenti.
La denominazione Macurano con la “c” e non con la “g” è la più in uso oggi, mentre la denominazione Masseria proviene quasi sicuramente dalle parole latine moles-molis e rus-ruris, che messe sapientemente in relazione significano:
“insediamento agricolo composto da una costruzione massiccia ed alcuni fabbricati rurali all’interno di un vasto podere di campagna” affidato al governo di un massaro.

La Masseria Macurano, realizzata presumibilmente ai primi del 1700, è situata di fronte al Parco Archeologico e a destra della salita di Montesardo. La Masseria era sorta, di prima intenzione, come una costruzione turriforme a forma di Chiesa con impianto a campata unica rettangolare. Intorno alla metà del 1700, in seguito al terremoto di Nardò, sono stati realizzati, sui due lati, imponenti muraglioni a botte per il definitivo consolidamento; in seguito furono realizzate alte fortificazioni secondo le tecniche di allora: terra, calce, conci di tufo calcareo del luogo e grosse pietre alla base, con innalzamento conico e relativa diminuzione delle pietre usate. L’esigenza di realizzare Chiese a forma di casa, protette da alte fortificazioni come elementi difensivi, nasce nel XVI° secolo a causa delle frequenti incursioni turche sulle coste del Salento che spesso interessavano anche i territori più interni mettendo a ferro e fuoco piccoli villaggi ed in particolare le costruzioni di culto cristiano.
Oggi la Masseria Macurano è riconosciuta come Masseria Fortificata.
Nei secoli all’interno della masseria fortificata Macurano, cioè abbracciata da alti muri di fortificazione, la convivenza fra uomini e donne obbediva alla «regola» di un unico bene: garantire la salute delle bestie e l’abbondanza del raccolto, fosse grano o tabacco. All’interno di questo monumento di civiltà contadina in epoche diverse vengono costruiti alcuni rustici, oltre all’edificio turriforme: una grande stanza a botte con camino, alcune stanze per la essicazione del tabacco, uno straordinario forno a legna, gli ovili ed infine un incantevole e profumato giardino mediterraneo racchiuso per due lati dalla fortificazione, un lato da una costruzione rustica ed il quarto lato da un antichissimo muro a secco innalzato con soli scarti di cava. Al piano terra un vano carraio metteva in comunicazione lo spazio comune a cielo aperto antesignano delle successive “corti” agricole di tipo mediterraneo, con le campagne di questo territorio rosso e pietroso.