Dell’insediamento rurale a carattere permanente la masseria rappresenta il segno più immediato del rapporto uomo-lavoro-produzione, e si pone ancora come elemento caratterizzante e qualificante del paesaggio agrario.
ricordo di più complesse forme di sfruttamento della terra, testimonianza della struttura del latifondo, le masserie del Salento esplicitano e puntualizzano particolari momenti della storia sociale ed economica e i loro fabbricati rivelano spesso momenti felici del rapporto città-campagna.
Il termine masseria (o massaria) ha nell’Italia meridionale un significato molto ampio ed individua spesso tutte le forme d’insediamento sulla campagna, anche quando si tratta di modesti fabbricati appena provvisti di qualche recinto per gli animali. Ricondotto invece al significato originario ed al concetto di massa che, nel latino classico, significa blocco, riunione, il termine masseria trova riscontro soltanto in quelle strutture più complesse dell’habitat rurale facenti parte dell’insieme di fondi rustici comunemente affidati al governo di un massaro.

Esplicitano e puntualizzano particolari momenti della storia sociale ed economica e i loro fabbricati rivelano spesso momenti felici del rapporto città-campagna. Il termine masseria (o massaria) ha nell’Italia meridionale un significato molto ampio ed individua spesso tutte le forme d’insediamento sulla campagna, anche quando si tratta di modesti fabbricati appena provvisti di qualche recinto per gli animali. Ricondotto invece al significato originario ed al concetto di massa che, nel latino classico, significa blocco, riunione, il termine masseria trova riscontro soltanto in quelle strutture più complesse dell’habitat rurale facenti parte dell’insieme di fondi rustici comunemente affidati al governo di un massaro.

Attività in epoca medievale:

Frantoio tipico salentino

In epoca medievale la massa rappresentava l’insieme dei beni immobili (costruzioni rustiche, terreni di vari natura, attività, ecc.) appartenenti al dominus e da questi concessi ad un amministratore o massaro che aveva il compito di sovraintendere ai lavori rurali e alla manodopera che veniva ingaggiata per i vari lavori durante le diverse stagioni. Una grossa proprietà, quindi, facente parte del “maggior cerchio degli ingenti patrimoni del fisco regio, dei signori feudali, delle chiese e delle abbazie medievali”.
Il toponimo masseria, però, non è presente soltanto nell’Italia meridionale, ma lo troviamo anche nelle valli altoatesine, e specialmente intorno a Merano e Brunico, dove il termine evoca comunemente complesse strutture a corte chiusa. Masseria, comunque, è quella forma tipica dell’insediamento rurale a carattere permanente, che in Puglia, in modo particolare, assume funzione di centro di organizzazione produttiva e di punto di riferimento delle attività agrofondiarie.