“Negroamaro del Salento” eccellenza salentina, premiato come vino DOC e iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970, Il Negramaro Salentino rappresenta il simbolo della cucina tradizionale Salentina. La sua origine ancora oggi è oggetto di numerosi dibattiti tra studiosi e storici.

  • Etimologia del nome
    Il nome Negroamaro, secondo alcuni studiosi, deriva dal griko (lingua parlata in alcuni comuni della Grecìa Salentina) dalla parola mavro, che significa nero e, unita al latino nigro, (nero – nero) quindi, identificherebbe il colore nero, impenetrabile. Secondo alcuni studiosi del griko e della terra del Salento, questa potrebbe sembrare una forzatura, fatto sta che nei secoli remoti, Puglia e Grecia hanno avuto un forte legame perché, molti greci sono stati padri fondatori di alcune città del Salento, nell’entroterra e sulle coste. Altri studiosi, identificano nel termine Niurumaru del dialetto salentino, l’etimologia del nome: un vino dal colore nero e dal sapore amaro dovuto alla presenza dei tannini

Negramaro Salento
Vitigno pugliese
  • Forma, dimensione e colore
    Il viaggio inizia dalle campagne pugliesi, una passeggiata tra i vitigni, la pianta si presenta in tutta la sua bellezza: grappoli di dimensioni medie e forma a tronco. Gli acini sono di media grandezza, la buccia è spessa e di colore a tratti nero e viola. Il rito della vendemmia si svolge tra fine settembre e inizio di ottobre e il vino che si ricava è profumato e gustoso. Il colore con cui si presenta dimostra che mai nome fu più azzeccato, per un vino con queste caratteristiche: colore intenso, scuru(“niuru”) appunto, impenetrabile, con riflessi violacei.

Negramaro Salento
Classico brindisi da tavola
  • Caratteristiche del gusto
    Prima di degustarlo, avvertirete fin da subito sentori che richiamano ai frutti rossi, alla ciliegia e al pepe. In bocca è tutta un’altra musica, fortemente alcolico, sulla lingua e nella bocca si presenta come morbido e caldo, potete sentire i tannini, componente naturale del vino stesso. I vecchi contadini hanno identificato questa caratteristica con il nome dialettale Niuru. (‘Maru)