In attesa del riscontro del tesoro del Salento della stagione estiva 2019 si presenta con un segno positivo per il turismo, contermando lo stato di grazia dell’appeal della Puglia nel mercato turistico nazionale e internazionale. Sull’onda della Notte della Taranta, che ancora una volta funziona da traino per le presenze, con il suo annunciato Concertone ricco di stelle del rock internazionale. Questo successo non nasconde i problemi di una terra che non può vivere di turismo nel Salento solo d’estate. E i dati del rapporto Svimez, che in pieno agosto hanno improvvisamente acceso il dibattito sulle sorti del mezzogiorno, mettono a nudo la fragilità dell’economia e confermano quanto ci sia da fare per impedire che l’unica strada aperta per i giovani del Sud sia quella dell’emigrazione.

Ma l’agosto salentino, con tutti i suoi fermenti, indica che qui qualcosa di prezioso c’è. Quel mix di storia, natura e buon cibo, che decreta ogni anno sempre di più il successo dell’estate salentina, è un giacimento dalle grandi potenzialità. Le tante meraviglie naturali accompagnate dalle numerose iniziative culturali (non solo i grandi eventi ma soprattutto le radicate tradizioni che danno vita a riti e feste popolari unici nel loro genere, insieme ad un nuovo interesse per lo sviluppo sostenibile) fanno del Salento un’area che potrebbe generare ricchezza per la comunità per tutto l’arco dell’anno.

Forse è necessario “ascoltare” di più la terra, come invita a fare la Notte Verde di Castiglione d’Otranto e l’esemplare esperienza che si è sviluppata in questa piccola comunità. Forse bisogna crederci di più. Altrimenti si corre il rischio di dover dare ragione alle parole pronunciate dallo scrittore Roberto Saviano: “La retorica del Paese più bello del mondo ha ridotto il Mezzogiorno quale cuocere al sole di agosto: per poi scappar via”. Nel Salento, per fortuna, c’è anche chi torna. Non solo d’estate.