Il Salento non è solo mare, spiagge e borghi dalla notevole ricchezza storica e artistica, ma anzi questa è una terra a tratti selvaggia, che reca ancora tracce di un passato lontano e di una vita rurale ormai dimenticata.

Il sentiero delle Cipolliane rappresenta al meglio il volto più autentico del Salento, sito peraltro a due passi da una delle più scenografiche località balneari, il Canale del Ciolo.

Da tratturo a percorso di trekking

Il Canale del Ciolo, compreso nel territorio di Gagliano del Capo, si presenta come uno spettacolare fiordo incastonato tra un mare cristallino e alte pareti rocciose, habitat di corvi che hanno poi dato il nome, in dialetto locale, allo stesso fiordo. Il ponte che lo sovrasta è alto quasi 40mt ed è meta dei più intrepidi tuffatori che mettono alla prova le loro abilità e il proprio coraggio.

Proprio dal Canale del Ciolo parte il Sentiero delle Cipolliane, antico tratturo che giunge fino al Porto Vecchio di Marina di Novaglie: era percorso da pescatori e commercianti che, con l’ausilio di animali e muli, trasportavano le loro merci sino all’entroterra salentino.

Questo suggestivo percorso campestre su un’altura, con il mare blu sempre sullo sfondo, si snoda per poco più di 2km e attraversa il tipico paesaggio rurale salentino immerso una macchia mediterranea che profuma di erba cipollina, timo e origano.

Tra la vegetazione si potranno fare scoperte sorprendenti, tra cavità carsiche, fossili di molluschi bivalvi e frammenti di conchiglie, presenze normalissime in quanto in passato il territorio non era altro che un fondale marino, quindi completamente ricoperto dal mare.

Un sentiero carico di storia

Percorrendo il Sentiero delle Cipolliane si incontrano pajare lambite da euforbia, caratteristici muretti a secco punteggiati da fichi d’india, terrazzamenti e montagnate, ossia mura più alte formate sempre da pietre costruite per proteggere i terreni coltivati dal vento carico di salsedine proveniente dal mare.

Il percorso prende il nome dalle Grotte Cipolliane, chiamate così per l’antica presenza di cipolle selvatiche sul luogo. Queste cavità, formate da rocce abbastanza porose e friabili, si trovano ad un’altezza di circa 30mt sul livello del mare; poste su livelli diversi tra loro sono state plasmate nel corso dei secoli dalla continua attività erosiva del mare e dei venti.

Dai reperti rinvenuti all’interno si può affermare con certezza che siano state abitate dall’uomo preistorico sin dal Paleolitico: si tratta sostanzialmente di strumenti litici e resti animali quali uccelli, cervidi e asini selvatici.

Il Sentiero delle Cipolliane è percorribile da tutti nonostante si presenti piuttosto impegnativo: basterà comunque indossare scarpe adatte al trekking per affrontare un terreno carico di asperità, spesso in discesa e scivoloso. Ogni staccionata, cartello o panca è eco-sostenibile e dunque in legno per adattarsi al territorio selvaggio e incontaminato.