Punto più a sud della penisola salentina, Santa Maria di Leuca è uno scrigno che al suo interno custodisce gelosamente non pochi tesori.

Qui dove Ionio e Adriatico si abbracciano, questo piccolo centro, punto di incontro da sempre di popoli e civiltà diverse, si aggroviglia su scogli e mare e narra la storia della cultura europea antica.

Detta anche “de finibus terrae”, il suo nome deriva da “leucos” che in greco significa bianco, dal colore delle rocce calcaree che si vedono dalla sommità del centro. Secondo altri il nome deriva invece dalla sirena “Leucasia” che ammaliava i naviganti con le proprie dolci melodie.

Giorno 1

Iniziare la giornata con un’alba e una vista mozzafiato non può che essere il modo migliore per essere felici. La fatica fatta per alzarsi così presto verrà di sicuro dimenticata davanti al panorama che si aprirà dalla cima all’altopiano di Punta Meliso, su cui a 102 metri sul livello del mare si erige il faro di Santa Maria di Leuca. Questo, in funzione dal 1866, si innalza per 48 metri e nelle giornate meno nuvolose il suo raggio intermittente è visibile per 40 km.

Vicino si trova il Santuario di Santa Maria de finibus terrae, meta imperdibile per religiosi e non. Questa, sorta sulle rovine di un luogo di culto pagano, al suo interno contiene ancora “l’Ara a Minerva” come testimonianza storica. Accanto a questa convivono armoniosamente dipinti del Seicento e Settecento e un organo del 1855.

Per scendere verso il centro, si possono percorrere le due rampe di scale che celebrano la fine dell’acquedotto pugliese, la cosiddetta cascata monumentale. Questo ambizioso progetto fascista ha una grande valore simbolico. L’acqua dopo aver attraversato la regione, viene benedetta passando vicino alla Basilica per quindi riversarsi nel mare per celebrare la fine della terra e l’inizio del mare senza fine.

Al termine della scalinata di trova uno dei maggiori porti della zona con più di 760 posti per gli ormeggi. Dopo un breve ristoro a base di pucce salentine e cullati dalla risacca e dalla dolce brezza marina, si può proseguire per il lungomare. Caratteristiche sono le ville padronali, per la maggior parte a stile liberty, usate in passato come residenze estive dalle famiglie più facoltose e che hanno impreziosito la località balneare donandole un fascino esotico.

Dal lato opposto della strada, vicino al mare, si possono ammirare le “bagnarole”, scavate tra gli scogli, per permettere nel passato di bagnarsi lontano da occhi indiscreti.

Giorno 2

La giornata non può non iniziare con una colazione vista mare a base di caffè in giacchio con latte di mandorla e pasticciotto.

Per perdersi nell’azzurro e godere di una vista privilegiata l’ideale è una gita in barca tra le grotte e le coste frastagliate.

Se si preferiscono invece le camminate, ci si può inoltrare nel “Parco Naturale Regione Costiera Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco Tricase” esteso per 3227 ettari, caratterizzati da un’ampia varietà di scenari, da colori vivaci e da una natura rigogliosa. Muovendosi da Tricase al mare sarà possibile ammirare la “Vallonea dei cento Cavalieri“, unica quercia plurisecolare dell’Europa Occidentale.

Per concludere il fine settimana in bellezza non resta che farsi cullare dai sapori della cucina tradizionale, povera nelle materie prime ma ricca nel gusto.