Frantoi Ipogei Salento
Venivano anche chiamati miniere d’oro verde. I frantoi ipogei in Salento erano quei luoghi in cui veniva estratto l’olio delle olive appena raccolte. Erano scavati interamente nella roccia, sia per nasconderli ai pirati, che per mantenere il prodotto integro.
Nel dialetto Salentino li conosciamo come TRAPPITI chi ci lavorava dentro TRAPPITARI. Gli operai erano per lo più pescatori, che durante la brutta stagione rimanevano a terra; venivano indicati come CIURMA, mentre il capo veniva chiamato NACHIRO dal greco NAUCHLEROS.
Per tutto il periodo della spremitura , che andava da Novembre a Maggio, i TRAPPITARI non si muovevano dal frantoio, creando così una piccola comunità con usi e costumi molto diversi dal vicino borgo.
Di Frantoi Ipogei è pieno tutto il Salento viste le sterminate piantagioni di ulivi , citiamo quelli più interessanti che si possono visitare.
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Gallipoli ospita un Frantoio Ipogeo risalente al 1600, si tratta di quello scavato sotto al Palazzo Granafei, nel bel mezzo del centro storico della bella cittadina Salentina.
Presicce, cittadina del Basso Salento, tra il settecento e l’ottocento, era nota come CITTA’ SOTTERRANEA proprio per il gran numero di antichi Frantoi Ipogei che ospitava. Pare ce ne fossero più di trenta, tutti scavati sotto la piazza principale del paese.
Morciano di Leuca, a due passi da Santa Maria di Leuca, se ne contano una ventina di Frantoi ma solo un paio sono aperti al pubblico.
Sternatia ne conta diciannove, ma solo uno è aperto al pubblico.
Vernole ospita un Frantoio Ipogeo del 1500, il frantoio CAFFA restaurato alla fine del 1900, tenuto attivo fino al 1907.















