Parabita: dove si trova, come arrivare, cosa vedere [2024]

Parabita è una gemma incastonata nel cuore del Salento, autentica, genuina e custode di un’importante storia. Situata nella provincia di Lecce, questa affascinante cittadina è nota per il suo patrimonio storico-culturale e la sua straordinaria bellezza. Con il suo fascino e la sua intimità, Parabita cattura immediatamente i cuori di chiunque vi ponga piede. In questo articolo scoprirai la sua storia, come raggiungerla, cosa vedere e dove mangiare.

Dove si trova Parabita?

Parabita Lecce si trova nell’entroterra del Salento, poco a est di Gallipoli. La città sorge sulle colline settentrionali delle serre salentine, a un’altitudine di 83 metri sul livello del mare. Il centro abitato si sviluppa nella parte sud-occidentale della Serra di Sant’Eleuterio, un’importante formazione morfologica della zona, grazie alla sua massima quota di 193 metri sul livello del mare.

Il borgo di Parabita confina con i comuni di Tuglie e Neviano a nord, Collepasso a est, Matino a sud e Alezio a ovest. Questa posizione geografica rende Parabita una destinazione interessante per coloro che desiderano esplorare le bellezze naturali e culturali del Salento.

Come raggiungere Parabita?

Per raggiungere Parabita ti consigliamo di noleggiare un’auto così avrai modo di muoverti al meglio e scoprire a pieno il Salento. Tuttavia, se non hai modo di muoverti in auto, ecco come arrivare a Parabita:

  • In aereo: puoi prendere un volo per l’Aeroporto di Brindisi o per l’Aeroporto di Bari. Da lì puoi utilizzare l’autobus o il treno per arrivare a Lecce e da qui prendere un bus per raggiungere Parabita.
  • In treno: puoi arrivare a Lecce in treno e da qui prendere gli autobus locali che collegano la città a Parabita.
  • In auto: le principali strade per raggiungere Parabita sono la SS101 e la SP 371 oppure la SS16 Adriatica.
  • In autobus: non ci sono pullman diretti che collegano le grandi città a Parabita, ma una volta arrivato a Lecce puoi raggiungere Gallipoli e da qui prendere la linea 102 di Salento in bus da Gallipoli.

Cosa significa Parabita?

Il nome “parabita” ha origini incerte e diverse teorie sul suo significato. Alcune ipotesi suggeriscono un’origine greca con il significato di “intorno alle mura” o “soldato di appoggio alla cavalleria”. Un’altra teoria lega il nome a una fantomatica città messapica di Bavota, ma questa idea è stata rigettata dagli studiosi. Nel corso dei secoli, il nome di Parabita ha subito diverse variazioni, fino a raggiungere la forma attuale. Queste evoluzioni riflettono la storia e la lingua della regione.

centro storico parabita
Foto di Ilaria Rizzo

La Storia di Parabita

Il territorio di Parabita, come tutti i territori del basso Salento, è stato abitato fin dai tempi antichi. Si ritiene che gli esseri umani della specie Homo Neanderthalensis fossero presenti in questa zona circa 80.000 anni fa, come dimostrato dal ritrovamento di pietre nelle grotte circostanti. Nel corso del Novecento sono stati trovati anche frammenti di ossa e due piccole sculture risalenti a 12.000-14.000 anni fa, che raffigurano donne in gravidanza, appartenenti alla specie Homo Sapiens Sapiens.

L’idea che Parabita discenda da una città antica chiamata Bavota è messa in discussione dagli studiosi e non ha basi storiche. La fonte più affidabile, Claudio Tolomeo, non menziona mai Bavota nella sua Geographia. È possibile che la leggenda della città sia nata da un errore di trascrizione del nome di Vaste (Poggiardo), oppure che ci fosse una villa-ripostiglio romana chiamata Bavota nelle vicinanze di Parabita. Non ci sono prove storiche, documenti o reperti archeologici che suggeriscano l’esistenza di un’antica città o di un insediamento importante vicino a Parabita. È molto più probabile una discendenza da Alezio, supportata anche da similitudini linguistiche nel dialetto locale.

La città di Parabita fu costruita durante il periodo normanno, seguendo il tipico layout urbanistico dell’epoca e dotata di mura difensive e quattro porte di accesso. Nel corso del feudalesimo, diverse famiglie detennero il controllo del feudo, tra cui i Gentile da Nardò, i De Tillio, gli Aldimari, i Sanseverino e i D’Aspert. Nel XV secolo, il casale passò agli Orsini del Balzo di Ugento, che lo tennero per oltre un secolo. Nel 1484, Parabita fu invasa dai Veneziani durante l’occupazione di Gallipoli. Nel XVI secolo, a causa della guerra tra francesi e spagnoli, i Del Balzo persero i loro diritti sul casale, che passò al Regio Fisco e successivamente venne acquistato da Pirro Branai Castriota. La famiglia Granai gestì il feudo fino a quando non fu sequestrato dal fisco per debiti nel 1678 e venduto all’asta nel 1689 al duca Domenico Ferrari. Dopo la morte del duca, il feudo passò al nipote Giuseppe e ai suoi discendenti, che furono gli ultimi feudatari di Parabita prima dell’abolizione della feudalità nel 1806-1808.

Cosa vedere a Parabita?

Se vuoi visitare Parabita sappi che di cose da vedere, nonostante le sue modeste dimensioni, ce ne sono tante. Ecco i maggiori punti d’interesse:

  • Chiesa di San Giovanni Battista: Una chiesa storica che risale al XIII secolo e ha subito diversi ampliamenti nel corso dei secoli, con una pianta a tre navate e altari risalenti dal XV al XVIII secolo. Conserva le spoglie di san Vincenzo Martire provenienti dalle catacombe di Commodilla a Roma.
Chiesa di San Giovanni Battista
Foto di Ilaria Rizzo
  • Basilica santuario della Madonna della Coltura: Una basilica costruita tra il 1913 e il 1942, sorge su una chiesa precedente del XVII secolo e contiene un affresco bizantino dell’XI-XII secolo raffigurante la Vergine col Bambino.
Basilica Madonna della Coltura parabita
Foto di Ilaria Rizzo
Basilica-Madonna-della-Coltura-interno parabita
Foto di Ilaria Rizzo
  • Chiesa dell’Immacolata: Una chiesa del Cinquecento, rifatta nel XVII secolo, con un prospetto sobrio e lineare. All’interno presenta sfarzosi stucchi barocchi e affreschi raffiguranti scene della vita della Vergine.
  • Chiesa delle Anime: Costruita nei primi decenni del Settecento, ha una facciata semplice e un interno a navata unica con affreschi e un altare maggiore in stile barocco.
  • Chiesa del Crocefisso e Convento: Un complesso conventuale fondato nel 1731, con una chiesa caratterizzata da una facciata sobria e un interno a navata unica con un altare maggiore in pietra leccese.
Chiesa del Crocefisso e Convento
Foto di Ilaria Rizzo
  • Convento di Santa Maria dell’Umiltà: Fondato nel 1405, è stato espropriato e ha subito modifiche nel corso dei secoli, conserva ancora alcuni elementi decorativi, tra cui un affresco cinquecentesco.
  • Cripte: Parabita ospita due cripte bizantine, la cripta urbana di Santa Marina e la cripta rupestre del Cirlicì.
  • Cimitero monumentale di Parabita: Progettato nel 1967, è un cimitero con una pianta simboleggiante l’esplosione di un capitello corinzio.
  • Palazzi storici: Palazzo d’Alfonso o Castriota, Palazzo dei Veneziani, Palazzo Ferrari, Palazzo Vinci, Palazzo Lopez Y Royo, Palazzo Ramis.
Palazzo Branai (Granai) Castriota (1)
Foto di Ilaria Rizzo
  • Castello di Parabita angioino: Una fortezza risalente al XIV secolo con un’architettura caratteristica e un’importante ristrutturazione nel XV secolo.
castello di parabita
Foto di Ilaria Rizzo
  • Siti archeologici: Frantoi ipogei, Grotta delle Veneri, una grotta che prende il nome da due statuine femminili in osso di cavallo, le Veneri, risalenti a circa 20.000 anni fa.

Le Veneri di Parabita

Le Veneri di Parabita, custodite nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto, sono un’importante punto d’interesse di Parabita. Si tratta di due sculture in osso che raffigurano immagini femminili in posizione eretta. La più grande, misurando circa 9 cm di altezza e 2,1 cm di larghezza, è scolpita dal materiale osseo di un grande erbivoro, forse un Bos primigenius o un Equus caballus. Il volto è coperto da un velo o maschera, mentre le braccia sono adagiate sotto il ventre, suggerendo che rappresenti una donna incinta.

La scultura più piccola, alta circa 6,1 cm e larga 1,5 cm, ha un aspetto più semplice e sembra essere stata utilizzata come oggetto con decorazioni scolpite. 

Entrambe le sculture, grazie ai loro tratti stilistici e caratteristiche, forniscono importanti indizi sulla cultura e sulle tecniche artistiche delle antiche popolazioni che le hanno realizzate, e sono oggetto di grande interesse per gli studiosi di archeologia e arte preistorica.

Dove mangiare a Parabita?

Se cerchi dei deliziosi ristoranti a Parabita abbiamo qualche consiglio per te. Ecco dove mangiare: 

  • Cotto & Mangiato
  • Antiche Tradizioni Ristorante Braceria
  • La Madre
  • Le Veneri
  • LI Rrusti

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