L’origine del nome
Salento vuol dire anche pizzica salentina, ovvero danza, cerchiamo di capire di cosa si tratta. La pizzica salentina originale ci porta intorno al mille e trecento come rituale propedeutico, mentre come danza si hanno le prime notizie nel settecento. Nel dialetto salentino, pizzica vuol dire pungere o morsi da insetti, l’insetto in questione è il ragno; per i salentini la taranta.
In gran parte del sud vivono due ragni velenosi, la vedova nera e la malmignatta, quest’ultima caratterizzata da tredici macchie rosse sul dorso.

Era appunto credenza popolare, che quando si veniva morsi (pizzicati) dalla taranta il malcapitato andava in trance assorbendo le movenze del ragno tramite il suo veleno, nella maggioranza dei casi erano le donne a farne le spese ed è qui che subentra la musica della pizzica salentina.
Per scacciare il male, si dava vita ad un ritmo frenetico che in uno stato di possesso la vittima non poteva fare a meno di seguire. Questo avveniva religiosamente in casa dove questa specie di esorcismo durava anche dei giorni fino allo sfinimento della tarantata e al prosciugamento delle poche risorse della famiglia contadina.
Lo strumento principe, era il tamburello accompagnato da chitarra e violino. Ci sono dei diari a conferma, scritti da uno degli ultimi musicanti di questa pratica, Luigi Stifani. Qui la credenza popolare mischia il sacro al profano visto che il tutto era condito con la fede religiosa dell’immagine di San Paolo.
Questa pratica è andata avanti per anni, fino a quando, nel Giugno del 1959 un medico e antropologo Ernesto de Martino, non si occupò del fenomeno del Tarantismo. Girando in lungo e largo nelle campagne salentine e intervistando i tarantati, venne fuori una bella ricerca sull’argomento, tramutata in un bel libro La terra del rimorso.
Alla fine si è capito che il povero ragno non ha nulla a che fare, e che le cause erano invece il degrado e la povertà che in quegli anni imperversavano nel profondo sud; per i più giovani invece era il mal d’amore. Non volendo ammettere lo stato di depressione dei propri cari, si dava la colpa alla taranta.
Da questo antico rito, nasce la pizzica salentina come la conosciamo oggi! È una danza semplice che tutti possono imparare, ai giorni nostri le tarantate sono solo un ricordo ormai ma quel ritmo è entrato nel sangue. È essenzialmente una danza di corteggiamento, dove non c’è mai il contatto fisico.
È la donna che muove le fila con movenze esotiche scegliendo il compagno usando un fazzoletto.
Alcuni passi della pizzica salentina la caratterizzano, uno dei principali è il passo zoppo fatto di saltelli dove una gamba rimane rigida mentre l’altra appunto saltella; ma è negli sguardi e nelle movenze che si crea la magia sotto i colpi incessanti del tamburello.
Non è raro vedere due uomini ballare, questo è un altro aspetto della pizzica, dove in questo caso c’è una sfida vera e propria; negli anni passati, si usavano coltelli veri, poi proibiti dalle autorità per ovvi motivi. Questo tipo di pizzica si chiama la danza delle spade.
Canzoni della Pizzica Salentina
Il ballo è praticato ormai in tutto il Salento e oltre, per chi viene da fuori può impararlo in poche lezioni visto l’alto numero di scuole
Chiaramente, bisogna sentire il morso dentro e farsi trasportare da questo ritmo indiavolato, per liberarsi dalle negatività, molti giurano che funziona. Soprattutto in Estate, in tutto il Salento, si possono ammirare le danzatrici professioniste accompagnate da gruppi di pizzica nelle piazze di tutti i comuni salentini il tutto rigorosamente gratis.
Verso la fine di Agosto poi, l’apoteosi si raggiunge con la notte della taranta, dove si può ammirare il meglio sia dei musicisti che quello delle danzatrici a Melpignano un piccolo comune dell’interno che quella notte la sua piazza può contare fino a centomila tarantati.
Abbinate al RITMO ci sono le canzoni della pizzica salentina. I testi che la musica popolare ci offre sono dettati sia dal morso sia della vita di tutti i giorni. Non tutto quindi è ritmo, ma anche delicate carezze.
Per capire meglio, citiamo alcune canzoni di pizzica salentina:
- Santu Paulu
- Pizzicarella
- Lu tammurreddu meu
- Aria caddipulina
- Mamma la rondinella
Sono solo una piccola parte del vasto repertorio Salentino, ma abbiamo detto che la pizzica non è solo saltare, ma anche cuore e carezze; continuiamo ad elencare le canzoni di pizzica salentine famose, anche se questo è un dato molto soggettivo vistone la vastità.
- Bella ci dormi
- Lu rusciu de lu mare
- Fimmene fimmene
- Kalinifta
- A gapimu fidela pratini
Non a caso le ultime due, hanno un titolo strano che esula dal tipico dialetto salentino; tranquilli, siamo ancora in Salento dove c’è una piccola fetta di terra che guarda a est, composta da pochi comuni e denominata Grecìa Salentina dove si parla ancora una lingua antica, il Grico questi è un dialetto nel dialetto a ricordarci ancora una volta, le nostre origini Greche.
Pizzica Salentina Video
Poesia Salento – Pizzica Salentina
Pizzaca
Pizzaca pizzaca tarantedda mia
Scinni chiù ssutta finca allu core
Famme passare malincunia
Capiddi l’izzi pe notra è l’amore
Trasi valenu ca l’anima è lurda
Inchi sctu piattu de terra brusciata
Voiu cu cuntu ma la predaca è surda
Sctanotte li Santi sctannu a capi vutata
Balla criatura no te fermare
Gireme antunnu comu trozzala fina
Nasctri e culuri me fannu ncarnare
Sctasira li serpi m’hannu fattu reggina
No me vardati cu l’occhi busciardi
Sctavota lu diavulu pote trasire
Lu saghnu se licchene li quattru lapardi
Fermete prevete no me benedire
Lu tammurreddu scta me suca la vita
Sembra cuntentu ca me vide girare
Senza de ” iddu ” la gioia è finita
Cu ve nturtiene docentu sacare
Lassatime ‘npace ca meu è lu dulore
Sctrazzu capiddi ricalu alla luna
Arsu è lu core de ci time l’amore
Lassati na lacrima alli senza furtuna















